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Giovedì 01/03/2001

La recente pronuncia della Corte di Cassazione sulla responsabilità del medico chirurgo.

Con questa pronuncia la Corte di legittimità integra il quadro della responsabilità medica con riferimento particolare all’attività del chirurgo. Quest’ultimo, infatti, risponde per intero del danno verificatosi nel corso dell’intervento, a prescindere dal concorso di cause naturali nella produzione dell’evento, nel caso in cui egli sia l’unico autore materiale del fatto. La responsabilità del chirurgo trova un limite, invece, nel caso si verifichi un fatto naturale che sia di per sé solo idoneo a causare l’evento dannoso, indipendentemente, questa volta, dalla presenza di un comportamento umano. Il principio espresso dalla Corte di Cassazione trova il suo fondamento, rispettivamente, nell’art. 41, comma 1, c.p. che stabilisce: “il concorso di cause preesistenti o simultanee o sopravvenute, anche se indipendenti dall’azione od omissione del colpevole, non esclude il rapporto di causalità fra la azione od omissione e l’evento”e nell’art. 41, comma 2, c.p. che afferma: “le cause sopravvenute escludono il rapporto di causalità quando sono state da sole sufficienti a determinare l’evento”.