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Mercoledì 01/11/2000

Sono nulli gli accordi tra i coniugi in vista del divorzio

La Suprema Corte ribadisce, con la pronuncia in esame, il principio della nullità degli accordi coniugali diretti a determinare, in sede di separazione, il regime giuridico del futuro eventuale divorzio. Nonostante ad una prima lettura la sentenza citata avesse fatto ben sperare i promotori della validità di tali accordi, ad un più attento esame della parte motiva, la decisione della Corte ancora una volta ripropone il suo orientamento, teso a negare ogni validità agli accordi in vista del divorzio. Secondo tale orientamento detti accordi, con i quali i coniugi fissano, in sede di separazione, il regime patrimoniale di un futuro ed eventuale divorzio sarebbero, in astratto, invalidi per illiceità della causa. Nulli perché contrasterebbero con il principio fondamentale di radicale indisponibilità dei diritti in materia matrimoniale espresso dall’art. 160 c.c.. Tale principio, criticato da più parti, trova ancora secondo la Corte “ragione di esistere” per un duplice ordine di motivi: in primo luogo per il carattere indisponibile dell’assegno di divorzio; in secondo luogo perché tali accordi finiscono inevitabilmente per condizionare il comportamento delle parti nel giudizio, non soltanto con riferimento ai profili economici preconcordati, ma anche per quanto attiene alla volontà stessa di divorziare.