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Mercoledì 07/11/2001

La Corte di Giustizia europea afferma il principio della non brevettabilità delle biotecnologie.

La direttiva comunitaria, oggetto del ricorso alla Corte di Giustizia, rappresenta il punto di arrivo di un travagliato percorso compiuto dalle Istituzioni comunitarie, per giungere alla armonizzazione normativa nel settore delle biotecnologie. Nel preambolo della stessa direttiva, si evidenzia come la tutela delle invenzioni biotecnologiche sia uno strumento indispensabile per lo sviluppo industriale della Comunità e per il funzionamento del relativo mercato. I Paesi Bassi hanno rilevato come, d’altra parte, lo strumento della direttiva non solo non sia idoneo al riavvicinamento delle disposizioni nazionali tese al funzionamento del mercato interno, ma non sia nemmeno in grado di eliminare le incertezze a livello normativo. La Corte di Giustizia, respingendo il ricorso, ha affermato che la stessa direttiva pone dei limiti ben precisi al diritto dei brevetti, nel rispetto della dignità umana, ma ha sentito, altresì, l’esigenza di ribadire fermamente tali limiti. Tale intervento si è reso necessario in conseguenza del forte clamore suscitato, nell’opinione pubblica, dalla recente decisione dell’Ufficio europeo dei brevetti, di concedere un brevetto relativo alla manipolazione genetica di cellule ed embrioni umani.