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Mercoledì 07/11/2001

Il dipendente che non denunci le irregolarità commesse dal suo superiore può subire il licenziamento per giusta causa

La fattispecie affrontata dalla Suprema Corte riguarda il licenziamento di una dipendente di un istituto bancario, venuta meno, mediante la sua condotta, agli obblighi di fedeltà e di diligenza nei confronti del datore di lavoro. La dipendente, che ricopriva la carica di vice-direttore della filiale, aveva omesso di segnalare agli organi ispettivi della banca, le irregolarità commesse dal suo immediato superiore gerarchico. Secondo la Corte, “il licenziamento per giusta causa può considerarsi legittimo soltanto se, valutata in concreto ogni circostanza, sotto il profilo sia oggettivo sia soggettivo, la mancanza del lavoratore si presenti di tale gravità da far venir meno l’elemento fiduciario costituente il presupposto fondamentale della collaborazione tra le parti del rapporto di lavoro e da rendere ogni altra sanzione inidonea a tutelare l’interesse del datore di lavoro”.