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Lunedì 10/12/2001

L’appello promosso dagli Uffici Finanziari avverso la sentenza di primo grado necessita dell’autorizzazione dell’organo gerarchicamente sovraordinato.

Nel caso di specie, l’Ufficio IVA di Arezzo aveva proposto appello avverso la sentenza di primo grado favorevole al contribuente, in assenza della autorizzazione della Direzione Regionale delle entrate competente, prescritta dall’art. 52, comma 2, d. lgs. n. 546/1992. Il contribuente, quindi, propone ricorso per Cassazione avverso la sentenza di secondo grado, che aveva accolto le domande dell’Amministrazione Finanziaria. Il ricorrente, in particolare, afferma che “[…] la mancanza dell’autorizzazione è causa di inammissibilità dell’appello, rilevabile di ufficio, in quanto attiene ai presupposti processuali […]”. La Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, accoglie il ricorso statuendo che “[…] la norma che prevede l’autorizzazione trascende i limiti dei rapporti di subordinazione gerarchica, per espandersi come norma di garanzia erga omnes, che consente al contribuente di riconoscere che dietro il singolo Ufficio c’è una scelta processuale dell’Amministrazione Finanziaria, la quale se ne assume la responsabilità e garantisce che tale scelta sia ispirata ai criteri di buon andamento e imparzialità dell’Amministrazione stessa (art. 97, commi 1 e 2 Cost.) […]”.