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Mercoledì 09/01/2002

Per la prima volta un sito Internet viene posto sotto sequestro

Nel caso di specie, una società era stata condannata dal Tribunale, in sede civile, per aver adottato una condotta anticoncorrenziale nei confronti di altra società titolare di un brevetto. In sede civile, il Giudice aveva vietato alla prima di produrre e pubblicizzare il prodotto brevettato dalla seconda, riconoscendo a quest’ultima il diritto esclusivo di sfruttamento economico dell’opera dell’ingegno. Il comportamento inadempiente della società destinataria del divieto ha indotto il GIP, in sede penale, su richiesta del Pubblico Ministero e della società titolare del brevetto, a disporre il sequestro del sito Internet attraverso il quale, illecitamente, la società già condannata in sede civile continuava a pubblicizzare il prodotto in questione, aggravando il danno a carico della società concorrente. Al fine di operare il sequestro materiale del sito, la Polizia Giudiziaria, recandosi presso il provider che ospitava il sito, ha provveduto ad estrarre copia delle pagine pubblicate per depositarle nella cancelleria del Giudice ed a sostituirle con un’unica pagina recante il sigillo della Repubblica Italiana, nonché l’avviso, per gli utenti, del sequestro del sito da parte dell’Autorità Giudiziaria.