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Martedì 12/02/2002

La Commissione Europea ha elaborato una bozza di direttiva in materia di danni ambientali.

Il progetto di direttiva comunitaria non prevede il risarcimento di qualsiasi danno ambientale, ma del danno che possa essere definito “significativo”. Nell’ambito di applicazione della direttiva, quindi, dovrebbero rientrare le attività potenzialmente pericolose per le “risorse idriche”, per la “biodiversità” e la “salute umana”, in generale; ad esclusione del c.d. danno tradizionale, ossia il danno a cose e persone. Tali attività, inoltre, dovrebbero essere individuate facendo riferimento alla legislazione ambientale già in vigore a livello comunitario, e che ne disciplina l’esercizio in presenza di determinate condizioni come, ad esempio, l’ottenimento di una autorizzazione o l’adozione di determinate precauzioni. Ai fini risarcitori, lo schema di direttiva adotta un criterio di imputazione della responsabilità di carattere oggettivo, a prescindere, quindi, dal dolo o dalla colpa dell’autore dell’illecito. Quest’ultimo dovrà attivarsi per ripristinare l’habitat preesistente al verificarsi del danno.