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Sabato 06/04/2002

Novità sulla garanzia dei prodotti e sui diritti riconosciuti al consumatore di beni di consumo

L’art. 1519 bis del codice civile, introdotto nell’ordinamento dal d.lgs. n. 24/2002, contiene alcune definizione di concetti utilizzati al suo interno. Rileva, in particolare, la definizione di “consumatore”, in considerazione del fatto che prima d’ora il nostro ordinamento non prevedeva una definizione di questa figura giuridica. L’articolo citato, quindi, individua il consumatore in “qualsiasi perdona fisica che, nei contratti di cui al comma primo, agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta”. Affinché le disposizioni contenute negli articoli 1519 bis-1519 nonies del codice civile possano trovare applicazione, è necessario che l’oggetto dei contratti di vendita, o dei contratti ad essi equiparati, siano “beni di consumo”. Questi ultimi sono definiti come “qualsiasi bene mobile, anche da assemblare […]”, tranne alcuni beni quali l’acqua e il gas, l’energia elettrica e i beni oggetto di vendita forzata. L’art. 1519 quater c.c. prevede la responsabilità, in capo al venditore, nei casi in cui consegni al consumatore un bene di consumo che presenti “[…] qualsiasi difetto di conformità […]”. E’ riconosciuto, quindi, in capo al consumatore il corrispondente diritto al ripristino della conformità. L’art. 1519 sexies c.c. prevede, altresì, un limite alla responsabilità del venditore : egli è responsabile, infatti, “[…] quando il difetto di conformità si manifesta entro il termine di due anni dalla consegna del bene […]”. A sua volta, il consumatore decade dai suoi diritti “[…] se non denuncia al venditore il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto […]”.