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Giovedì 20/06/2002

L’invio tramite e-mail, senza il consenso del destinatario, di materiale pubblicitario a fini commerciali viola la privacy.

Nel caso di specie, un consumatore ricorre all’Autorità Garante del trattamento dei dati personali avverso l’invio presso il suo indirizzo di posta elettronica di materiale pubblicitario a fini commerciali, asserendo di non avere espresso il consenso al trattamento dei suoi dati personali. Nel ricorso presentato al Garante, il consumatore non solo chiede la condanna della società mittente a cessare il trattamento dei suoi dati personali, ma ne chiede altresì la condanna al rimborso delle spese sostenute per l’introduzione del procedimento e al risarcimento del danno morale subito. La società, interpellata dal Garante, afferma di non avere nominato un responsabile del trattamento e di aver acquisito l’indirizzo di posta elettronica da una società di marketing. L’Autorità Garante, sulla base della presupposta violazione dell’art. 11 della legge n. 675/96, accoglie le richieste del ricorrente, condannando la società resistente ad interrompere l’utilizzazione dei dati personali, perché intrapresa in assenza del preventivo consenso del titolare dei dati personali, e ad astenersi da un ulteriore trattamento dell’indirizzo e-mail. In esito alle difese avanzate dalla società resistente, secondo la quale i dati della casella di posta elettronica sono contenuti in pubblici elenchi, l’Autorità Garante afferma che la circostanza della facile reperibilità dei dati non integra il requisito previsto dall’art. 12 della legge n. 675/96 per evitare la necessità del consenso.