News

Giovedì 20/06/2002

Il datore di lavoro che accede alla casella di posta elettronica aziendale, in uso al lavoratore dipendente, non viola la legge sulla privacy e non commette reato.

Il provvedimento del Tribunale di Milano si pone in netto contrasto con l’orientamento seguito dal Garante della privacy in materia: secondo quest’ultimo, infatti, la posta elettronica deve essere assimilato alla posta cartacea e godere, pertanto, del medesimo grado di tutela. Nella fattispecie, l’indirizzo di posta elettronica era formato nei seguenti termini: nomecognome(del lavoratore)@ datoredilavoro.it. Il Giudice ha ritenuto che tali indirizzi di posta elettronica siano equiparati ai normali strumenti di lavoro della società, in uso ai dipendenti per lo svolgimento dell’attività lavorativa, e che costituiscano beni aziendali, nella titolarità esclusiva del datore di lavoro. L’ordinanza ha escluso, quindi, la rilevanza, nel caso di specie, della legge sulla privacy.