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Giovedì 18/07/2002

Responsabilita’ amministrativa degli enti e delle societa’: e’ urgente l’adozione di modelli di organizzazione e di controllo interno

Le fattispecie di reato, originariamente limitate ad alcune figure di illeciti contro la Pubblica Amministrazione nazionale e comunitaria, quali la truffa, la frode informatica, la corruzione, la indebita percezione o malversazione di contributi, finanziamenti etc., sono state poi estese, con un successivo inserimento normativo, alle seguenti figure di cd. reati societari: falsità nelle comunicazioni sociali e nei prospetti, falsità nelle relazioni o comunicazioni delle società di revisione, impedito controllo, formazione fittizia del capitale, indebita restituzione dei conferimenti, illegale ripartizione di utili e riserve, illecite operazioni sulle azioni e quote sociali, operazioni in pregiudizio dei creditori, indebita ripartizione dei beni sociali da parte dei liquidatori, illecita influenza sull’assemblea, aggiotaggio, ostacolo all’esercizio delle Autorità pubblica di vigilanza.

L’eventuale commissione di uno dei sopradescritti reati comporta l’applicazione a carico dell’Ente di sanzioni pecuniarie fissate, a seconda delle violazioni, in quote di numero non inferiore a 100 né superiore a 1000 (la quota ha un valore variabile stabilito in base allo stato economico dell’Ente da un minimo di £. 500.000 ad un massimo di £. 3.000.000); nonché sanzioni interdittive - limitate, però, alle fattispecie originarie e non ai reati societari successivamente introdotti – quali l’interdizione dall’esercizio dell’attività, il divieto di contrattare con la P.A., l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi ed eventuale revoca di quelli già ottenuti, il divieto di pubblicizzare beni o servizi; oltre alla confisca del prezzo o profitto del reato ed alla pubblicazione della sentenza di condanna.

La normativa in esame prevede l’esonero dell’Ente da responsabilità qualora lo stesso: a) predisponga e adotti “modelli di organizzazione e controllo” idonei a prevenire la commissione dei reati; e b) istituisca un autonomo e specifico organo di controllo, che per gli enti di piccole dimensioni può coincidere con l’organo dirigente, deputato alla vigilanza sull’applicazione e aggiornamento dei modelli.

La corretta osservanza delle prescrizioni in materia andrà inoltre tenuta presente in caso di vicende modificative dell’Ente (trasformazione, fusione etc…), stante l’irrilevanza delle stesse ai fini della responsabilità che permane immutata; o di acquisto, cessione o conferimento dello stesso, attesa la solidarietà del cessionario nel pagamento della sanzione.

Al di là dell’aspetto sanzionatorio merita evidenziare come, nell’attuale contesto socio-economico, l’osservanza delle prescrizioni imposte dalla sopra richiamata normativa ed in particolare l’adozione di un valido Modello e prima ancora di un Codice Etico da parte dell’Ente, possa costituire una opportunità di verifica e di crescita, nonché fornire un sensibile contributo al miglioramento della sua immagine interna, nei confronti dei dipendenti, azionisti ed investitori; ed esterna, nei riguardi di clienti, fornitori ed ogni altro soggetto interessato