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Lunedì 02/09/2002

Il Garante della Privacy è parte nei giudizi promossi avanti il tribunale ordinario, avverso i suoi provvedimenti.

La Corte di Cassazione, con la sentenza in commento, è giunta ad affermare la legittimità della partecipazione del Garante della Privacy, quale parte nel giudizio di opposizione ad un suo provvedimento. A tale decisione la giurisprudenza di legittimità è giunta, sulla base della natura giudica dell’Autorità Garante. Quest’ultima, infatti, è un’autorità amministrativa indipendente e, in quanto tale, è legittimata a partecipare ai giudizi di reclamo; ad opposta soluzione la Corte sarebbe giunta se il Garante avesse rivestito la funzione giudicante nei ricorsi promossi avanti a lui. A seguito della sentenza n. 7341/2002, quindi, i giudizi di impugnazione in oggetto sono caratterizzati dalla presenza di tre parti: da un lato, il soccombente rispetto alla decisione amministrativa del Garante, che assume le vesti di ricorrente avanti al giudice ordinario; dall’altro, la sua controparte e l’Autorità garante della tutela dei dati personali. La Suprema Corte, comunque, ha precisato che il Garante può partecipare al giudizio di impugnazione a condizione che mantenga una condotta processuale “imparziale”.