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Venerdì 10/01/2003

Esecuzione forzata e pagamento dell’imposta di registro.

Sino alla pronuncia della sentenza n. 522/2002 della Corte Costituzionale, il Legislatore tributario riteneva che il pagamento dell’imposta di registro, relativa al titolo esecutivo, fosse il presupposto necessario affinché il creditore potesse procedere all’esecuzione forzata nei confronti del debitore. L’art. 66 del D.P.R. n. 131 del 1986, infatti, non includeva, tra le ipotesi nelle quali non è necessario procedere alla previa registrazione del provvedimento giudiziale, quella relativa alla sentenza, dotata di formula esecutiva. Con la sentenza in commento, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 66 del D.P.R. citato, proprio nella parte in cui non prevede che il preventivo assolvimento dell’imposta di registro non si applica la rilascio della copia della sentenza, per procedere ad esecuzione forzata nei confronti della parte soccombente. Nell’attività di bilanciamento egli interessi in gioco, la Corte Costituzionale ha ritenuto ragionevole far prevalere quello della parte vittoriosa in giudizio, all’attuazione della tutela giurisdizionale, a scapito dell’interesse fiscale alla riscossione dell’imposta.