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Venerdì 16/01/2004

Convocazione dell’assemblea societaria: ipotesi di inesistenza e di annullabilità delle relative delibere.

Nel caso di specie, era stato dichiarato il fallimento dell’amministratore unico di una società a responsabilità limitata. Il curatore del fallimento convocava l’assemblea della società affinché si procedesse alla nomina di un nuovo amministratore unico, in sostituzione di quello dichiarato fallito. L’assemblea provvedeva alla nomina di un professionista estraneo alla compagine sociale. Un socio di minoranza impugnava la deliberazione assembleare di nomina del nuovo amministratore unico, sul presupposto, in particolare, che l’assemblea fosse stata convocata da un soggetto non legittimato, ritenendo tale il curatore del fallimento. Il Tribunale adito e la Corte d’Appello hanno ritenuto che il curatore del fallimento dell’amministratore unico della S.r.l., in quanto amministratore del patrimonio del fallito sotto la direzione del Giudice Delegato, avesse il potere di svolgere tutte quelle attività miranti alla liquidazione di detto patrimonio, tra le quali rientrava anche quella di convocare e attivare l’assemblea, senza che occorresse seguire la procedura di convocazione, ex art. 2367, comma 2, c.c. La Corte di Cassazione ha stabilito che la deliberazione dell’assemblea, così come convocata, e dunque in modo irregolare, non fosse inesistente, ma al più annullabile.