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Lunedì 21/03/2005

Codice della strada - Cambiano le regole, aumentano le incertezze

Ebbene a creare ancora più confusione in questa intricata questione contribuiscono le parole del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Lunardi il quale, aprendo qualche spiraglio favorevole agli automobilisti, così dichiara: “personalmente credo che la sentenza debba essere retroattiva: se una norma è iniqua va rispettato chi è stato colpito …”. A detta del Ministro la questione passerà quindi ai tecnici del Viminale, che si impegneranno a fare in modo che la sentenza della Consulta sia applicata il prima possibile.

Nel frattempo è di questi ultimi giorni la notizia del momentaneo congelamento di tutti gli azzeramenti delle patenti conseguenti alla perdita totale del punteggio, bloccando tutti i procedimenti di revisione e sospensione. Una recente bozza di decreto legge sembrerebbe poi introdurre, per le violazioni più gravi, anche un blocco amministrativo di 30 giorni nel caso in cui non sarà possibile risalire ai dati del conducente.

Ma il punto sul quale in questa sede occorre focalizzare l’attenzione riguarda il caso in cui, mancando l’immediata contestazione, l’automobilista è invitato a indicare chi fosse alla guida al momento dell’infrazione. In caso di omessa comunicazione la Consulta lascia intendere che a costoro debba essere comminata una ulteriore sanzione pecuniaria di 357,00 euro sino al massimo di 1.433,00 euro, alternativa alla sottrazione dei punti.

E’ indubbio che detta sanzione, da considerarsi una vera e propria ammenda a carico di chi non indica il nominativo del trasgressore, lascia adito a numerosi dubbi sulla sua legittimità. Ed invero, ai sensi dell’art.3 L.689/81 e dell’art.42 ultimo comma del Codice Penale, affinché possa configurarsi una responsabilità diretta per una violazione amministrativa, è necessario, almeno la sussistenza della colpa, la quale se non deve concretamente essere provata dall’organo di polizia procedente, deve però quanto meno presumersi: in tal senso si è più volte espressa la giurisprudenza di legittimità (Cass. Civ. n.10508/95). A questo punto è legittimo porsi il seguente quesito se nel caso di specie possa configurarsi questa presunzione: pare dubbio, infatti, che il proprietario di un veicolo possa considerarsi “colpevole” per il solo fatto di non saper indicare chi fosse alla guida del proprio veicolo all’epoca della violazione, spesso risalente nel tempo non a giorni ma a mesi addietro.

Ebbene allo stato detto interrogativo non sembra trova risposte giuridicamente convincenti, e si auspica che in tempi brevi il legislatore sia in grado di fornire maggiori elementi di chiarezza. Intanto, in attesa di soluzioni chiare e definitive, la situazione attuale che si è venuta a creare a seguito della sentenza della Consulta risulta alquanto grottesca e per certi versi paradossale. L’automobilista che riceverà un verbale finirà infatti col dover effettuare una vera e propria analisi comparativa tra il costo della sanzione e soluzioni “alternative” (vedi corsi di recupero o indicazione di nominativi di persone compiacenti), rimanendo favoriti i più abbienti che potranno togliersi dall’impaccio mettendo mano al portafogli pagando la sanzione aggiuntiva.