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Venerdì 01/04/2005

Il divieto di fumo stravolto dall’interpretazione

Se, come si evince costantemente nella legislazione, il concetto di utente è ricollegato alla fruizione di un servizio, allora gli utenti che accedono a locali chiusi privati – ipotesi questa presa in considerazione dalla disposizione in esame alla lettera a) – possono essere solamente coloro che fruiscano di un servizio privato. In realtà alcune circolari successive all’entrata in vigore della legge antifumo hanno specificato, ad esempio, che i lavoratori dipendenti sono utenti dei locali nell’ambito dei quali prestano la propria attività lavorativa; altrettanto sono considerati i condomini nell’ambito dei locali comuni chiusi dei condomini. Alla luce di queste specificazioni appare quindi necessario, per quanto la legge non lo renda esplicito, riferirsi non tanto agli utilizzatori di un servizio, quanto piuttosto agli utenti dei locali e delle attrezzature in essi presenti, anche se, così facendo, occorre riconoscere che ad ogni immobile, indipendentemente dal numero dei proprietari, accedono utenti, nel nuovo significato del termine, sia estranei sia residenti nell’immobile stesso.