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Venerdì 01/04/2005

Cessione del credito: solo in caso di insolvenza del debitore ceduto il cessionario può escutere il debitore originario

Come la Suprema Corte ha rilevato nella sentenza in esame, “la cessione prevista dall’art. 1198 c.c. non estingue il credito originario, ma affianca ad esso quello ceduto con la funzione di consentire al creditore di soddisfarsi mediante la realizzazione di quest’ultimo credito”. La sostanziale coesistenza dei due crediti implica che il credito originario rimane inesigibile per tutto il tempo in cui persiste la possibilità di fruttuosa escussione del debitore ceduto. Questa conclusione è avallata, secondo la Corte, dal raccordo esistente fra l’art. 1198 c.c. e l’art. 1267 c.c. (garanzia della solvenza del debitore): nella prima disposizione c’è un richiamo alla seconda con cui si subordina la responsabilità del cedente non solo all’adempimento del ceduto, ma anche al fatto che il cessionario “abbia iniziato e proseguito con diligenza le istanze contro quest’ultimo”. Ciò sta a significare che il credito originario rimane in sospeso fino a quando il cessionario non abbia inutilmente richiesto il pagamento al debitore ceduto; qualora, invece, quest’ultimo adempia, anche il credito originario si estinguerà.