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Venerdì 01/07/2005

Fusione senza sospensione feriale

L’art. 2503 c.c. e l’art. 2504 novies c.c. stabiliscono rispettivamente che la fusione e la scissione possono attuarsi solo dopo 60 giorni dall’iscrizione delle deliberazioni delle società che vi partecipano, così da concedere ai creditori delle società un ragionevole lasso di tempo per valutare se opporsi alla deliberazione assembleare, sempre che non ricorrano le deroghe presenti nello stesso art. 2503 c.c., in presenza delle quali la facoltà dei creditori di proporre opposizione viene meno. Fatta salva questa eventualità, la massima chiarisce che la questione relativa all’applicazione della sospensione feriale al termine previsto dall’art. 2503 c.c . non ostacola la possibilità da parte del notaio di ricevere l’atto.
La tesi dell’inapplicabilità della sospensione feriale al termine in questione discende da una particolare interpretazione degli artt. 25 e 33 del d.lgs. n. 5/2003 che fanno riferimento alle istanze di cui all’art. 2503 , c. II, c.c. Sembra infatti che l’istanza cui fanno riferimento gli articoli citati sia quella eventualmente proposta dalla società che abbia ricevuto, in via stragiudiziale, l’opposizione; e ciò al fine di ottenere dal Tribunale il provvedimento che dispone ugualmente l’eseguibilità della fusione. L’inapplicabilità della sospensione feriale del termine discende quindi dal fatto che l’istanza si vede solo nell’atto della società e non nell’opposizione, contemperando così l’interesse del creditore alla semplificazione dell’opposizione con quello della società ad evitare il ritardo derivante dalla sospensione feriale.