News

Lunedì 31/07/2006

Disciplina prevista dal codice civile in materia di clausole vessatorie

La Suprema Corte ha infatti stabilito che, anche se non viene utilizzato un modulo, ovvero uno stampato da accettare in blocco riempiendo spazi bianchi, costituisce comunque impiego di un formulario il caso del file destinato a diventare modello per la riproduzione in un numero imprecisato di esemplari. Tuttavia, i giudici di legittimità hanno altresì ribadito che l’elenco fatto dal codice di civile all’art. 1341 è assolutamente tassativo e che pertanto non ne è possibile un’estensione analogica, ma, tutt’al più, un’interpretazione estensiva. Per l’individuazione della vessatorietà di una clausola, e quindi per affermare la necessità di una sua approvazione specifica e per iscritto, non è quindi sufficiente che venga accertato dall’autorità giudiziaria l’alterazione delle prestazioni contrattuali, ma occorre invece accertare se la clausola comporta facoltà di recesso (della quale si trattava nel caso di specie) per la sola parte che ha redatto il contratto oppure che venga prevista una tacita proroga del contratto a carico di una sola delle parti. Ed in ogni caso, in termini generali, la clausola sospetta deve essere identificata con precisione.